Monday, January 31, 2005

Il mistero del foglio rapito

Riprendo la notizia da zeusnews.it. Un foglio di scarabocchi lasciato su un tavolo al recente summit di Davos e attribuito a Tony Blair ha indotto gli esperti di grafologia a dispensare particolareggiate opinioni sulle capacità del primo ministro britannico. Secondo quello che era un tempo l'autorevole Times, l'esame grafologico del foglio rivelerebbe un individuo "molto più aggressivo che negli anni passati" con "molta irritabilità, che sta faticando a tenere sotto controllo". Secondo la grafologa Emma Bache la scrittura indica "l'emergere di una natura ossessiva-compulsiva".Sempre secondo la Bache, la scrittura del foglio include "molti simboli fallici, come l'anello delle B e delle L", e apparterrebbe a una persona "alla quale non piace perdere la faccia e che non si arrenderà neppure quando sa di avere torto". Addirittura vi sarebbero un "triangolo e una croce" che sono "simboli oscuri, forse indicativi di un desiderio di morte... spesso sono tracciati da persone gravemente malate". L'analisi della Bache conclude affermando di aver trovato "più di un indizio di megalomania". Altri psicologi e grafologi, interpellati da varie testate britanniche, hanno emesso verdetti altrettanto drastici: "fa fatica a concentrarsi", "non è un leader nato", "lotta per tenere sotto controllo un mondo che lo confonde", "una persona instabile che si sente terribilmente sotto pressione".
Questa mattina Downing Street ha fatto notare che il foglio di scarabocchi è di Bill Gates. Fin qui la notizia ripresa da zeusnews.
Il mistero dunque si infittisce? No, secondo altre fonti giornalistiche, per le quali non ci sarebbe alcun mistero: dall'esame comparato con le registrazioni televisive in cui spiegava alla lavagna di Porta a Porta il contenuto del suo contratto con gli italiani si tratterebbero infatti degli stessi geroglifici tracciati da Berlusconi.
Ecco, i soliti comunisti.

Saturday, January 29, 2005

Consigli per gli acquisti

Oggi il Sole 24 Ore rivela uno schema di progetto di aggregazione tra Bipielle e Antonveneta sul quale potrebbero trovare un'intesa Abn e Fiorani. Antonveneta procederebbe all'acquisizione di Reti Bancarie dalla Popolare di Lodi e, al contempo, varerebbe un aumento di capitale riservato all'ingresso nel capitale della stessa Bipielle. Dal punto di vista dell'assetto organizzativo, l'esito finale vedrebbe l'attuale Antonveneta controllare Reti Bancarie. Dal punto di vista dell'assetto azionario, invece, la «Grande Antonveneta» avrebbe come primo azionista la Popolare di Lodi con il 29% circa, affiancata (senza patti di sindacato) da Abn Amro (15%), dalla cordata degli imprenditori veneti (10%), da quella dei lombardi (7-8%) e dal Lloyd Adriatico. Naturalmente non mi stupisce se nessuno si chiede se un tale progetto sia in grado di produrre nuovo valore per gli "stakeholder": azionisti, ma anche dipendenti, consumatori e forze sociali in genere, portatori di interessi diffusi nei confronti delle aziende in questione. Così ancora non si capisce bene cosa avrebbero da guadagnarci ad esempio i clienti o i dipendenti che probabilmente pagherebbero con centinaia di esuberi e ristrutturazioni devastanti e fallimentari (di cui abbiamo già una triste esperienza) i piani industriali che coinvolgerebbero non solo Antonveneta ma anche tutte le aziende confluite in Reti Bancarie. Nè mi meraviglierebbe se di fronte a una tale rivoluzione qualcuno continuasse a sventolare la bandierina dell'anticipo sul prossimo VAP. In fondo a chi è in bancarotta non resta che chiedere l'elemosina.

Sviluppatori doc

Salvatore Esposito (nome di fantasia), quinta elementare, in attesa di collocazione. Kit d'ordinanza. Master in prodotti finanziari. E' forse il profilo tipo del nuovo sviluppatore Antonveneta? No. E' l'identikit del giovane affiliato alla nuova camorra organizzata. Si sà, andare in giro per il pizzo richiede una certa professionalità. Chissà se gli daranno anche il giubbettino catarifrangente.

Monday, January 24, 2005

Chicco Story

Tracciare un profilo di Fiorani è abbastanza agevole e l'abbiamo già fatto ampiamente (in particolare in Cavalli di Troia). Invece per descrivere compiutamente le attività di Chicco Gnutti occorrerebbe una mappa topografica di un chilometro quadrato. E un'enciclopedia Treccani dovrebbe dedicargli un intero volume. Volevano inserirlo nel Libro dei Guinness ma poi si sono resi conto che avrebbero dovuto eliminare tutti gli altri primati. Sarebbe dunque un'impresa disperata riuscirci in questi miei brevi scritti. Altri hanno tentato con alterne fortune. Io cercherò di darvene conto con le mie ricerche. Cominciamo con un esauriente profilo tratto da Il Quotidiano del 18 marzo 2004 e di cui è autore il giornalista Alberto Mazzuca. Continuiamo poi con un'inchiesta de Il Mondo del luglio 2003 sul come e perchè è nato il suo interesse per le Banche. La terza puntata l'abbiamo chiamata Miscellanea (curiosità e spazzatura varia). Nella quarta esamineremo lo stato dell'arte nel 2005 e infine, dulcis in fundo, quinta e ultima puntata (almeno per ora), i suoi rapporti con Fiorani, anche nella scalata all'Antonveneta. La morale di tutta la storia? La potete leggere in Polo Sud.
Chicco story (Ia puntata) - Razza padana
Chicco story (IIa puntata) - Le Banche
Chicco story (IIIa puntata) - Miscellanea
Chicco story (IVa puntata) - Un 2005 a tutto campo
Chicco story (Va puntata) - La scalata ad Antonveneta

Sunday, January 23, 2005

C'era una volta

Ancora assonnato, stamattina, sfogliando la rassegna stampa ho avuto un soprassalto e mi son chiesto davvero: sogno o son desto? Forse colpa della coda di rospo di ieri sera? Oppure ho dormito per qualche settimana e mi sono risvegliato come nelle favole? No, impossibile, non vedo principesse qui in giro. Mi stropiccio gli occhi e leggo di nuovo. Si, è proprio vero, non sto sognando: secondo il quotidiano on line "Il Tempo", Giampiero Fiorani, si proprio lui, ha guadagnato 24 milioni con la cessione del Credito Sammarinese. E come avrà fatto, mi son chiesto. Confesso, ho pensato a un errore dell'estensore della nota. Ho pensato: 'sti giornalisti, vuoi vedere che per disattenzione avrà confuso un fiorani per un montani? In fondo sono Giampieri entrambi, un nome che al momento va per la maggiore in Antonveneta, e poi entrambi finiscono in -ani. Ho sperato che fosse andata così, che tanto si è parlato in questi giorni di Fiorani, dando già per celebrato il matrimonio, che il giornalista ha preso un abbaglio. Poi un dubbio atroce mi assale. Vado a guardare la data sul mio pc. Che orrore: dice 23 gennaio 2006. Duemilasei. Ma allora è proprio vero che la realtà supera sempre la fantasia. E chi sarà il presidente? Chicco Gnutti? E il capo del personale? Non voglio sapere. Torno a dormire, in attesa di una principessa pietosa.

Friday, January 21, 2005

Alleati e trombati

Scusate le mie oscillazioni d'umore, ma, anche se l'ipotesi più probabile e temuta rimane quella abbozzata nel mio pezzo Depressione cosmica, un pizzico di suspance non guasta se voglio tenere sul filo i miei lettori. Allora, sembrerebbe che nell'ormai famoso pranzo di lavoro tra Berlusconi, Fazio e Siniscalco ci fosse qualche portata avariata che a qualche giorno di distanza ha procurato un'intossicazione a Fazio e Berlusconi. I bollettini medici però rimangono riservati e circolano voci che invece Berlusconi stia benissimo. I maligni infatti insinuano che sia stato proprio il padrone di casa, che non si diverte solo nelle cucine del potere, a preparare la polpetta avvelenata all'illustre commensale e la ricetta gliela avrebbe suggerita Tremonti.
Cosa è successo?
Che proprio i due punti a base del presunto patto Fazio-Berlusconi, che aveva subito prodotto effetti chiari sulla partita Antonveneta, la nomina a vita a governatore e soprattutto il mantenimento della vigilanza sulla concorrenza bancaria a Bankitalia, sono stati impallinati in parlamento. Fazio tace e Berlusconi lo tranquillizza facendo sapere che già nel passaggio dalla commissione all'aula la maggioranza sarà in grado di rimettere tutto a posto. Sarà ma il problema è che lo schieramento anti Fazio è trasversale e il governatore conta i suoi più accesi nemici proprio nella maggioranza. E l'asse Tremonti-Berlusconi, nonostante tutto, sembra ancora solido. Che avranno in mente quei due, sapendo che Fazio rimane il nemico numero uno dell'ex ministro dell'economia? Intanto circola voce che il governo olandese abbia dato il via libera al principio di "reciprocità" tanto invocato da Fazio a sostegno delle sue barricate contro gli stranieri. Prego, Signori, si accomodino, avrebbero detto. Saremmo davvero alle comiche. Dove sono ora i colossi italiani pronti a entrare in competizione, se non sullo scenario europeo, almeno in quello olandese? Una proposta: mandiamoci Gnutti e Fiorani con le loro Reti Bancarie esse-pi-a.

Monday, January 17, 2005

Depressione cosmica

Non si preoccupino i lavoratori di Antonveneta più di tanto. Le cose in Italia non andranno mai come dovrebbero andare: secondo logica, efficienza e mercato. Perciò si mettano il cuore in pace. Non si aspettino chissà quali conigli dal cappello, deus ex machina o finali a sorpresa. Il loro destino è segnato. La trama è già scritta e si tratta di vedere solo quale strada porterà a Roma. Sia che vincano gli uni o non perdano gli altri. Sia che la strada passi per Lodi o per Amsterdam. Più probabilmente non ci saranno né vinti né vincitori. Troveranno un accordo, magari temporaneo, giusto per tirare a campare un paio d'anni, perché tanto alla fine qualche cosa succederà: un leggero ripiegamento di Fazio, qualche spazio in più per Abn nella nuova banca saldamente in mano a Geronzi. Nel frattempo agonizzeremo lentamente, cercando di limitare i danni, tra mobilitazioni, notti di bivacco e storici accordi. E fiumi di inchiostro e parole. Cazzo, non potremo neanche fumare. Che incubo.

Criminalizzazioni

Secondo Berlusconi "Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi".
Dunque, ringraziamo il premier di questa ennesima lezione di liberismo e moderazione politica. E speriamo che Bondi ora taccia per sempre.

Saturday, January 15, 2005

«Forza... Italia!»

Pranzo di lavoro ieri a Roma con Berlusconi, il governatore della Banca d’Italia Fazio e il ministro dell'Economia Siniscalco. Oltre che di italianità (per inciso è esilarante che qualcuno abbia chiamato in soccorso le disarmate dichiarazioni del ministro spagnolo, che si è limitato a dire che "si augurava" che le banche spagnole rimanessero spagnole) si è parlato anche di Fiorani, amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi: «È un gran lavoratore. Lavora 14-15 ore al giorno - avrebbe detto uno dei commensali che però ha subito aggiunto - ...ma sempre qualche minuto in meno del nostro premier». In attesa, fuori Palazzo Chigi, Gianpiero Fiorani, venuto a Roma a concordare le prossime mosse per impadronirsi di Antonveneta. Chi si è sicuramente gustato il pranzo è stato il governatore Fazio che ha incassato il via libera per il suo piano. Ora mancava solo questo al nostro premier: affossare il nostro sistema bancario in un mercato rionale, privo di turbative, magari gestito solo da persone fidate, ma assolutamente asfittico e marginale rispetto al mercato continentale. La decisione di bloccare le banche straniere sembra ora apparentemente spianare la strada di Fiorani ma in realtà la partita vera deve ancora cominciare in quanto le leggi che segue il mercato non sono le stesse delle teorie dirigistiche del nostro premier il quale ha così definitivamente messo in soffitta quello che non era niente altro di più che uno dei tanti inganni con i quali era sceso in campo: il liberismo. Non sorprende comunque l'appoggio dato a un tipo come Fiorani: non fu proprio la Banca Rasini, dove tra l'altro lavorava anche il padre, a finanziare i suoi primi passi da imprenditore venuto dal nulla? E la Banca Rasini non risultò, proprio in quegli anni, di proprietà della mafia? Coincidenze. Come un'altra coincidenza è che il forziere milanese della mafia fu rilevato proprio dalla Popolare di Lodi che all'epoca era poco più di una banchetta a dimensione provinciale e dove di lì a poco, altra coincidenza, sarebbe arrivato dal nulla come amministratore delegato proprio Gianpiero Fiorani. Non sorprende affatto che uno come Fiorani, amico di tanti amici, goda anche delle simpatie, ma forse anche di qualcosa di più, del nostro primo ministro. E poi sono entrambi grandi lavoratori. Lavorano 14-15 ore al giorno. Fiorani lo può ben dire che tanto di questo impegno lo ha messo e continua a mettere per la frequentazione delle Procure della Repubblica di mezza italia, dovendo rispondere di innumerevoli operazioni a dir poco sospette ( potete leggere il nostro precedente articolo "Cavalli di Troia" del 19 novembre 2004 ). Insomma, concludendo, con questi tipi dietro la porta ci toccherà lavorare anche a noi 14-15 ore al giorno.....ma, statene certi, noi lavoreremo sempre qualche minuto in più di loro.

Thursday, January 13, 2005

"In attesa di collocazione"

Si fa un bel dire che, dopo il successo della campagna per le esodazioni, Banca Antonveneta debba ricollocare negli organici i lavoratori "in attesa di collocazione", quando l'Istituto stesso si trova nella medesima condizione, in attesa che si concluda la partita che lo vede al centro della contesa.
I lavoratori hanno comunque ragione e bene fa il sindacato a porre questa rivendicazione come centrale nei prossimi incontri con la nuova, ancora indecifrabile, delegazione aziendale.
Intanto assistiamo giornalmente alle elucubrazioni giornalistiche sugli assetti societari e sul futuro di Antonveneta, pratica masturbatoria che sembra aver contagiato anche quei sindacati del secondo tavolo che, avviliti dalle loro rappresentazioni da teatrino di avanspettacolo, cercano forse con nostalgia un palcoscenico che un dì calcarono con migliori fortune. Quanto coraggio ci vuole a dire che questa è una partita truccata e che l'ipotesi Popolare di Lodi, così come è disegnata, sarebbe una sventura per i lavoratori (e per gli azionisti)? Che l'assetto di controllo che si paventa nel caso Bipielle sottende unicamente a logiche di tipo finanziario, in cui Antonveneta diventerebbe sponda per la soluzione di problematiche di puro potere politico e finanziario? Invece eccoti sfornata una logorroica asettica lezioncina di quanto quotidianamente ci propinano le testate giornalistiche specializzate e non (fino ai più improbabili giornalini comunali), scambiando una oscenità di Berlusconi per una di Fazio, per arrivare infine all'amara autoconfessione: al sedicente "sindacato più rappresentativo di Banca Antonveneta" non resta che "assistere". Semplici spettatori. Niente altro da dire se non la consolatoria (e d'obbligo) affermazione che ora i frutti oltre che dalla banca (e dagli azionisti aggiungiamo noi) devono essere raccolti anche dai lavoratori? Meno male che c'è il sindacato più rappresentativo di Banca Antonveneta a difenderli: i lavoratori potranno dormire sonni tranquilli.Che devo dire in conclusione? Per fortuna la forza la fa l'unità vera, quella dei lavoratori, non l'unità che intendono certi sindacati, anche loro in attesa di collocazione.

Monday, January 10, 2005

Eia eia alalà

Di Canio saluta romanamente. La Mussolini ovviamente si commuove. Il comunista Alessandro Curzi lo difende. Vespa già pensa di dedicargli un'intera puntata di Porta a Porta. Bonolis forse lo inviterà a Sanremo. Che aspetta Gasparri a proporlo a Ciampi come senatore a vita?

Friday, January 07, 2005

Risiko stellare

La nave spaziale Deltaerre, infiltrata dagli alieni di Klingon per rincretinire scientificamente i popoli del quadrante NordEst in vista della prossima invasione, cade infine nelle mani dei klingoniani. Una miriade di scialuppe di salvataggio abbandonano la nave: destinazione il pianeta Klingon dove i transfughi verranno sottoposti a reinnesto genetico. L'Imperatore del Male ha invitato la Federazione e Klingon a deporre le armi e a trovare un accordo ma intanto trama in segreto per indebolire la Federazione. Tutti parlano di pace ma ognuno prepara la guerra. La Federazione assolda i Lemani, mutanti mercenari che hanno il compito di rastrellare armi e di impadronirsi dei rifornimenti dei nemici. Sul pianeta delle Due Torri governato dalla proverbiale logica del suo governatore, il vulcaniano Monk, la vita continua a scorrere con i soliti ritmi e le quotidiane operazioni di ordinaria pulizia. Ma si sta preparando qualcosa che sconvolgerà per sempre il tranquillo pianeta e i suoi delicati equilibri. Il governatore sembra abbia i giorni contati sia che vincano gli uni o gli altri. A Klingon i predatori della galassia e i ribelli di Deltaerre riuniti in Concilio discutono il da farsi. Il loro capo, il perfido Fiorgnut, mutante dalla mente diabolica che vive in due corpi, minaccia i ribelli e incenerisce uno di loro per dare l'esempio, imprecando contro la razza patavina per la sua inettitudine e codardia. Proprio in questo momento arriva in teleconferenza il messaggio dell'Imperatore: «Il Lato Oscuro della Forza è con voi, andate e distruggeteli!» sibila agitando nell'aria un treppiedi. Cambio scena. Siamo nel pianeta degli Aamri, il Re Aragoernik, presidente della Federazione, passa in rassegna le sue truppe speciali: i leggendari replicanti dall'occhio azzurro ed acquoso, ricondizionati con nuovi set di memorie. Accanto a lui l'ambasciatore di Highlands pronto a stringere la Grande Alleanza contro l'Impero del Male. Dissolvenza con suono di cornamuse.

Wednesday, January 05, 2005

Colpi di testa

L'Economy, il business magazine di Mondadori diretto da Giorgio Mulé nel numero in edicola in questi giorni, riporta alcune dichiarazioni virgolettate del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Ha ragione il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio: bisogna favorire l'ingresso di capitali italiani nel sistema e spingere aggregazioni interne, consentendo agli stranieri di avere partecipazioni mai però in grado di conquistare posizioni decisive» avrebbe detto il premier dopo la botta in testa ricevuta in Piazza Navona. Delle due l'una: o il Cavaliere vuole riscrivere le teorie liberiste della Casa della Libertà e candidarsi anche al Nobel dell'economia (ramo: economia di mercato) o ha torto il senatore-poeta Luzi che a proposito del cavalletto in testa parla di vittimismo. Auguri di pronta guarigione in ambo i casi.

Monday, January 03, 2005

Il fattore "C"

Qualche giorno fa l’effervescente nipote di Gianni Agnelli, Lapo Elkann, ha invocato in un’intervista al Giorno il sostegno della dea Fortuna per la sua famiglia e per Mirafiori. Dunque ora è ufficiale: per salvare la Fiat non è rimasto che affidarsi al culo. Ma la cosa si presta a numerose altre riflessioni. Soprattutto perchè ora i tecnici dovranno elaborare nuove teorie economiche e finanziarie che tengano conto anche di questa nuova variabile. Non so cosa ne pensa Buttiglione, ma il culo sarà sicuramente uno dei fattori fondamentali per lo sviluppo del nostro paese, dopo naturalmente il taglio delle tasse. E già vedo ad esempio le slide del prossimo piano industriale di Banca Antonveneta quantificare le percentuali di culo accanto a quelle del ROE, di impieghi, raccolta e così via. E non mi meraviglierei nemmeno che il culo diventasse uno dei criteri su cui basare i prossimi budget. Per i malcapitati, purtroppo, già alle prese con dati e percentuali ballerini, si prospettano ingarbugliatissimi calcoli ed estenuanti discussioni e contrattazioni. Unica nota positiva è che i lavoratori saranno finalmente autorizzati a poter dire che si tratta davvero di budget da culo.