Saturday, January 29, 2005

Consigli per gli acquisti

Oggi il Sole 24 Ore rivela uno schema di progetto di aggregazione tra Bipielle e Antonveneta sul quale potrebbero trovare un'intesa Abn e Fiorani. Antonveneta procederebbe all'acquisizione di Reti Bancarie dalla Popolare di Lodi e, al contempo, varerebbe un aumento di capitale riservato all'ingresso nel capitale della stessa Bipielle. Dal punto di vista dell'assetto organizzativo, l'esito finale vedrebbe l'attuale Antonveneta controllare Reti Bancarie. Dal punto di vista dell'assetto azionario, invece, la «Grande Antonveneta» avrebbe come primo azionista la Popolare di Lodi con il 29% circa, affiancata (senza patti di sindacato) da Abn Amro (15%), dalla cordata degli imprenditori veneti (10%), da quella dei lombardi (7-8%) e dal Lloyd Adriatico. Naturalmente non mi stupisce se nessuno si chiede se un tale progetto sia in grado di produrre nuovo valore per gli "stakeholder": azionisti, ma anche dipendenti, consumatori e forze sociali in genere, portatori di interessi diffusi nei confronti delle aziende in questione. Così ancora non si capisce bene cosa avrebbero da guadagnarci ad esempio i clienti o i dipendenti che probabilmente pagherebbero con centinaia di esuberi e ristrutturazioni devastanti e fallimentari (di cui abbiamo già una triste esperienza) i piani industriali che coinvolgerebbero non solo Antonveneta ma anche tutte le aziende confluite in Reti Bancarie. Nè mi meraviglierebbe se di fronte a una tale rivoluzione qualcuno continuasse a sventolare la bandierina dell'anticipo sul prossimo VAP. In fondo a chi è in bancarotta non resta che chiedere l'elemosina.

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