Friday, December 11, 2009
Monday, November 23, 2009
Italia, esempio per gli Stati Uniti!

Krugman ci ritorna sopra perchè molti lettori gli chiedono per quale motivo mette a confronto con gli Stati Uniti paesi che si trovano nei guai, ma questa volta esagera. Questo è il punto, dice, e aggiunge: "il Belgio è politicamente debole a causa della divisione linguistica; l'Italia è politicamente debole perchè è l'Italia. Se questi paesi fanno crescere i debiti oltre il 100 per cento del Pil senza essere massacrati dai 'bond vigilantes', vuol dire che anche noi possiamo".
Già pronto il prossimo spot del governo italiano con Krugman come testimonial: in marcia verso un futuro radioso grazie al debito. What else?
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Monday, November 09, 2009
Quando il peggio è alle spalle
"Ci sono famiglie che alla fine del mese non mangiano e 'fanno letteralmente la coda a mezzanotte' fuori i negozi di Wal-Mart, in attesa di comprare del cibo non appena lo stipendio o l'assegno di sussidio del governo passa sui loro conti."
E pensare che c'è chi festeggia la ripresa, proprio chi la recessione non l'aveva nemmeno vista e fino ad oggi prevedeva che il tasso di disoccupazione arrivasse alle due cifre solo nel 2010! Purtoppo il destino dell'umanità, la Storia è maestra, è quello di andare sempre dietro ai suonatori di piffero.
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Letture consigliate
Occupazione, l'isola che non c'è
"Mentre gli ingegneri economici sussurrano mille ipotesi di una ripresa sostenuta da questo e quello, io vi ricordo che senza occupazione non vi sarà alcuna ripresa degna di questo nome."
Le cattive notizie nei dati Ocse
I dati pubblicati dall'Ocse dipingono un'immagine apparentemente molto positiva dello stato dell'economia italiana a questo punto della crisi. Ma l'indicatore mostra i punti di svolta del ciclo stimati con riferimento all'output gap, cioè alla deviazione del livello dell'attività economica dal livello consistente con il pieno impiego. Dunque, può migliorare semplicemente perché è peggiorata la stima degli effetti della crisi sulla crescita di medio periodo. E per l'Italia la caduta del tasso di crescita potenziale nel 2010 è più ampia rispetto ad altri paesi.
Il superindice
"Secondo i lanci di agenzia l’Italia è il Paese che mostra l’incremento maggiore su base annua. «Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell’Ocse», ha detto subito al balzo il Presidente del Consiglio. Tremonti non si è trattenuto ed ha aggiunto: «Il tempo è stato galantuomo, ora dobbiamo insistere». “Italia al top“, scrivono Corriere e Repubblica, che aggiungono: «la nostra economia è quella che va meglio» e anche «Noi nella media europea». Delle due l’una. E’ al top o nella media?"
La baggianata del sorpasso della Gran Bretagna
Non c'è bisogno di spiegazioni: è tutto nel titolo.
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Friday, November 06, 2009
Wednesday, October 28, 2009
Thursday, October 22, 2009
Il miracolo dei pani e dei pesci
L'Italia, dati Eurostat alla mano, detiene il record nell'area euro del più alto debito pubblico che raggiunge il 105,8% del Pil, seguita dalla Grecia (99,2%), mentre negli altri più importanti paesi europei il debito è in crescita ma ancora sotto controllo: in Spagna dal 36,1 al 39,7%, in Gran Bretagna dal 43,3 al 55,5%, in Francia dal 63,8 al 67,4%, in Germania dal 65 al 65,9%.
Ovviamente queste statistiche per B. non sono veritiere perchè non tengono conto del fatto che quello italiano è il popolo meno indebitato del pianeta e che quindi complessivamente il paese è meno indebitato di quanto dicano i numeri. Spalleggiato dal ministro dell'economia, preoccupato soprattutto per il suo posto fisso a via XX Settembre, va ripetendo da mesi questo ritornello basato sulla famosa teoria statistica dei polli di Trilussa.
Fate conto che in una famiglia il capofamiglia sperperi il doppio delle entrate, prelevando la metà di quello che i figli riportano a casa e indebitandosi fino al collo. E che i creditori bussino ogni giorno alla porta. Credete forse che si accontenteranno di avere la buona notizia che il resto dei componenti della famiglia non ha debiti?
La situazione è grave ma non seria. Il premier continua a promettere dal 2001 di tagliare le tasse ed eliminare l'IRAP. L'ha ripetuto ancora questa mattina a notizia del debito record già diffusa. Come pensa di recuperare il mancato gettito fiscale? Ma è ovvio, grazie agli introiti dello scudo fiscale: una manciata di miliardi (cinque nelle previsioni più ottimistiche) che negli annunci governativi dovrebbero servire a finanziare le imprese, tagliare le tasse, costruire ponti e infrastrutture, pagare la cassa integrazione e chi più ne ha più ne metta.
Labels: berlusconi, deficit pubblico, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, Tremonti
Friday, September 18, 2009
Wednesday, September 16, 2009
Ma il peggio non era passato?
Non c'è mai limite al peggio, in tutti i sensi, soprattutto quando la socializzazione delle perdite viene chiamata "bene del Paese". Uno spunto di riflessione per tutti quelli che "ne usciremo meglio degli altri".
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Monday, July 06, 2009
Tigre di carta
Il nostro premier però non ha detto che dovrebbe essere tappata la bocca anche al presidente cinese così come ha proposto per i giornali e le istituzioni disfattiste. Sarà mica perchè è un comunista in carne ed ossa?
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Thursday, July 02, 2009
No, il peggio deve ancora arrivare
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono calate a 614mila unità negli Stati Uniti, ma meno delle attese che vedevano una discesa a 605mila unità.
Cattive notizie anche dal rapporto sul mercato del lavoro di giugno, con un tasso di disoccupazione, che pur non essendosi spinto al 9,6% messo in conto dagli operatori finanziari, è arrivato al 9,5%, il livello più alto degli ultimi 25 anni.
Ancor più deludente l'indicazione di nuovi posti di lavoro, visto che il mese scorso ne sono stati persi 467mila, ben oltre i 375mila previsti dagli analisti. Un dato che segnala un peggioramento rispetto alla lettura di maggio, rivista al rialzo da -345mila a -322mila unità.
L'economia a stelle e strisce ha perso finora 6 milioni e mezzo di posti di lavoro da quando è partita la recessione, nel dicembre del 2007. Particolarmente colpiti il settore manifatturiero, quello dei servizi professionali e delle costruzioni.
Notizie che fanno il paio con quelle di ieri sul settore immobiliare che vede una lieve crescita delle vendite di case esistenti (ma sappiamo già che un'ampia percentuale è rappresentata da vendite all'asta spesso a prezzi irrisori), accompagnata dalla mancata ripresa nelle vendite delle nuove che, a sua volta, spiega bene l’ennesimo calo dello 0,9 per cento della spesa per costruzioni e il vero e proprio crollo delle richieste di mutui di rifinanziamento, scesi del 30 per cento.
Un mixer di informazioni che confermano che la strada verso la ripresa economica è ancora lunga e il peggio deve ancora arrivare. Non ci sarà ripresa a livello mondiale senza ripresa del mercato immobiliare americano e fintantochè la disoccupazione continuerà a crescere. Hanno una bella faccia tosta i nostri governanti a ripetere la formula esorcistica "il peggio è alle nostre spalle" e a minacciare l'informazione rea di deprimere i consumatori dicendo loro la verità.
A ricordarcelo nel giorno in cui l'Istat pubblica i disastrosi dati dei nostri conti pubblici, è anche l'Economist che dedica un articolo all'Italia in cui si evidenzia che l'insistenza con cui Berlusconi continua a proclamare che nel nostro Paese la recessione non sarà né così severa né così prolungata come in qualunque altro paese, potrebbe rivelarsi un boomerang.
Berlusconi - scrive l'Economist - si trova ad affrontare molti scandali in casa, ma il più grande è il suo rifiuto di accettare la portata delle difficoltà economiche dell'Italia che evidenzia la contraddizione tra le affermazioni del premier e la realtà economica. Se il piano è di compensare la perdita di esportazioni fregando i consumatori italiani facendoli spendere di più, è un piano rischioso, sia per il governo che per il Paese, afferma l'Economist, puntualizzando che Berlusconi "ha già un problema di credibilità in casa riguardo la propria vita privata".
La nozione che l'Italia, che ha alle spalle 20 anni di "under performance", eviterà l'intero impatto della recessione è fantasiosa. Inoltre insistendo che non c'è nulla che non va - conclude il settimanale economico - Berlusconi e Tremonti si stanno anche lasciando scappare l'opportunità di cominciare quelle riforme che non solo farebbero correre la ripresa dell'economia, ma migliorerebbero realmente la produttività dell'Italia e le finanze pubbliche.
Parole equilibrate che in un paese normale dovrebbero far riflettere ma che in una nazione trasformata in un immenso Bagaglino a cielo aperto dove un banchiere le cui capacità sono universalmente riconosciute viene bollato come un pericoloso disfattista e qualsiasi voce fuori dal coro viene iscritta d'ufficio a qualche quotidiano complotto della sinistra, tra balletti di veline ed escort, incapperanno sicuramente nell'anatema del capocomico e liquidate come spazzatura comunista.
Scriveva Nassim Nicholas Taleb in un recente articolo (vedi etichette) che a gente che guida bendata un autobus scolastico e l'ha fracassato non dovrebbe mai essere dato un nuovo autobus. Noi non solo gliene abbiamo dato un altro ma ad ogni incidente lo premiamo aggiungendo punti alla patente. Come potremo mai evitare la catastrofe?
Labels: crisi economica, crisi finanziaria, disoccupazione, Economist, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, Nassim Nicholas Taleb
Saturday, June 27, 2009
Economia demenziale
"La gente deve tornare agli stili di vita precedente e deve rialzare i consumi. Anche perché la gente non ha motivi per diminuire i consumi"
"Bisogna far sì che prima di tutto il governo, e in secondo luogo tutte le organizzazioni internazionali contribuiscano a rilanciare la fiducia"
"Un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011... Un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori"
Il nostro premier è occupatissimo come tenutario di una casa per appuntamenti, ma, nei momenti di relax, passando ogni decenza, si distrae anche con l'economia.
Labels: berlusconi, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi
Tuesday, May 26, 2009
Sottozeru




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Saturday, May 16, 2009
Il postino Giulio bussa sempre due volte
Sono scesi in campo ma nessuno se n'è accorto. Avranno giocato a porte chiuse?
Poi continua con i pannicelli e l'acqua calda: «A fine anno, forse, anche i numeri del prodotto interno lordo saranno migliori di quelli di oggi»
Certo è difficile immaginare che possano essere peggiori anche di quelli dei prossimi mesi. Una volta che il paese sarà stato raso al suolo anche la costruzione di una baracca sarà segno della ripresa immobiliare.
Comunque sapete quali sono gli indicatori "positivi"? L'arresto della riduzione del traffico postale e di quello in autostrada, insieme al rallentamento della caduta dell'Iva. Certo, ammette il ministro, sono solo «una serie di indicatori, se volete aneddotici, empirici, psicologici» ma «il mancato maleficio, a volte, nella psicologia conta più del beneficio».
Per sua fortuna, a quanto pare, gli italiani hanno l'anello al naso. Intervista sul Corriere della Sera, della serie "L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi".
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Friday, May 15, 2009
Per fortuna che c'è "papi"
Per fortuna i sondaggi di Berlusconi dicono che ci sono "segnali positivi". "Tutti i contatti con le aziende ci dicono che c'è un miglioramento della situazione", afferma il nostro premier.
Della serie "L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi".
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Saturday, April 25, 2009
Giulio, il profeta
Non dubitiamo che la sua profezia biblica si avvererà come non dubitiamo che dopo la Quaresima viene la Pasqua. Il problema ora è sapere quanto durerà la Quaresima dell'economia. Aspettiamo altre rivelazioni dal Ministro. Come è vero, ed abbiamo già visto, che ci sono primavera ed estate, ma ci sono anche autunno ed inverno. E poi di nuovo primavera ed estate...
Labels: crisi economica, crisi finanziaria, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, oltre il giardino, Peter Seller, Tremonti
Saturday, April 18, 2009
Giulio, il giardiniere
Oggi leggo un resoconto più dettagliato della sua performance al convegno dell'Aspen, dove ha indossato i panni a lui più congeniali dello studioso ottocentesco che vede dei "piccoli segnali positivi", degli indicatori "empirici" che mostrano un rallentamento della caduta" nelle lettere e pacchi spediti, nel traffico autostradale e nell'arrivo dei container nei porti italiani rilevati dall'agenzia delle dogane.
da "Oltre il giardino"
BENJAMIN RAND: Non c'è più margine per aumentare l'inflazione, è andata più lontano che poteva. Hai raggiunto i limiti massimi di tassazione, la dipendenza energetica dall'estero è vicina ad un punto di crisi, e, dovunque io guardi, il cosiddetto sistema della libera impresa è al collasso.
PRESIDENTE: Non pensi che dovrei tentare, huh?
RAND: Assolutamente no.
PRESIDENTE: Siete d'accordo con Ben, Signor Gardiner? Oppure pensate che possiamo stimolare la crescita attraverso incentivi temporanei?
CHANCE: Se le radici non vengono tagliate, tutto va bene e andrà bene nel giardino.
PRESIDENTE: …Nel giardino?
CHANCE: Esatto. In un giardino la crescita ha le sue stagioni. Ci sono primavera ed estate, ma ci sono anche autunno ed inverno. E poi di nuovo primavera ed estate…
PRESIDENTE: …Primavera ed estate… Giusto…Autunno e inverno. Proprio vero.
RAND: Credo che il nostro assai perspicace amico voglia farci capire, Signor Presidente, che dobbiamo accettare le inevitabili stagioni della natura anche se siamo sconvolti dalle stagioni della nostra economia.
CHANCE: Sì. Esatto. Ci sarà una crescita in primavera.
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Thursday, April 02, 2009
Indici manifatturieri e balle industriali
Dovrebbe essere questa la chiave di lettura dei dati sulla produzione mondiale manifatturiera pubblicati nel report di Marzo della JPMorgan e che evidenziano un rallentamento della contrazione nella produzione mondiale. Gli indici descrivono un trend in risalita in tutto il mondo e sono in significativa ripresa rispetto ai bassi livelli degli ultimi mesi del 2008. Tuttavia, sia gli indici della produzione che dei nuovi ordini rimasti a livelli molto bassi, segnalano il permanere della contrazione e nulla che assomigli ad un recupero di entrambi gli elementi.

L'Italia, ancora una volta, a dispetto di Berlusconi, del ministro dell'economia e dei loro corifei della carta stampata, è invece in controtendenza rispetto agli altri paesi, in quanto in Marzo l'indice della sua produzione industriale è sceso al livello record più basso fatto segnare dal novembre 2008. Il nostro premier vorrebbe che la stampa parlasse solo di notizie positive e delle sue imprese londinesi ma alla storiella che "l'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi" comincia a non crederci più neanche lui, se mai c'ha creduto.

Labels: berlusconi, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, produzione industriale
Friday, March 20, 2009
«Siamo i migliori d'Europa»
Della serie "L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi".
Labels: L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, Napoloni
Sunday, March 15, 2009
Il (ri)tornello del ministro
Della serie "L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi"
Labels: brunetta, crozza, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi
Friday, March 06, 2009
Bet & Win

Labels: berlusconi, L'Italia ne uscirà meglio degli altri paesi, tabelle
