Saturday, May 14, 2005

Agit-prop

C'è poco da dire. Parlano le cronache, gli atti della magistratura e la Consob. E quello che viene fuori è solo la punta dell'iceberg. Scrive Panerai su Milano Finanza: "I metodi usati erano oltre le regole e la legge, tra finanziamenti quasi a tasso zero per acquirenti di titoli della banca padovana; uso di fiduciarie e di fondi esteri per schermare la realtà; plusvalenze regalate ad amici e parenti; finanziamenti a società in stato prefallimentare come quelli a una linea aerea veneta per convincere il responsabile, azionista dell'Antonveneta, a diventare agit-prop della Lodi; il ricorso a trucchi di bilancio per non evidenziare la mancanza di capitale di vigilanza (quello richiesto da Bankitalia per poter effettuare acquisti) con il gioco delle put fuori dalla contabilità (come le obbligazioni Fingruppo parcheggiate nel fondo Victoria & Eagle o come i 430 milioni di euro in azioni della tedesca Kamps nascosti in una fondazione olandese)".
Nel panorama della stampa italiana, e di quella specializzata in particolare, è rimasta solo una testata a difendere l'indifendibile. "Abn messa all’angolo spara le ultime cartucce", "Una battaglia ormai disperata", "la furia di Abn Amro", "Groenink si è reso conto della fallimentare strategia fin qui seguita", "Groenink sta trascinando il suo istituto in situazioni imbarazzanti perché sa che con Antonveneta perderebbe anche la propria poltrona", "ieri, si è preso la premura di «sconsigliare» diversi istituti europei dal concedere i finanziamenti a Bpl". Ci mancava solo che leggessimo che i finanziatori esteri tireranno fuori gratis i soldi. Ma vedrete, il nostro eroe convincerà qualcuno anche di questo.
C'è chi vede i pali e chi si inventa pagliuzze ma chi vivrà vedrà.
Per la morale lascio la parola a un maestro: Fedro.

Rana rupta et bos

Inops, potentem dum vult imitari perit.

In prato quondam rana conspexit bovem,
et tacta invidia tantae magnitudinis
rugosam inflavit pellem. Tum natos suos
interrogavit an bove esset latior.
Illi negarunt. Rursus intendit cutem
maiore nisu, et simili quaesivit modo,
quis maior esset. Illi dixerunt «bovem».
Novissime indignata, dum vult validius
inflare sese, rupto iacuit corpore.


traduzione:

La rana scoppiata e il bove

Imitando il potente, muore il povero

E la rana in un prato scoprì il bove.
Invidia di grandezza la toccò,
rigonfiò la sua pelle, tutta rughe.
Poi chiese ai figli s'era lei più larga
del bove: le risposero no.
La pelle ancora con pena stirò,
e s'informò dai figli come prima
chi era più grande, e ridissero: il bove.
Fu l'ultimo suo sdegno. Fu uno sforzo
di volontà: si ruppe e così giacque.

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