Thursday, August 11, 2005

La partita non è finita

La partita non è ancora finita. "Partita è finita quando arbitro fischia". Nel nostro caso gli arbitri sono molti: consob, bankitalia, le procure, il Tar, il governo. Sull'onda delle notizie che riguardano "congelamenti" e sequestri di azioni, le sospensioni delle offerte di Lodi, la bufera intorno a Fazio con le intercettazioni e le richieste di dimissioni, lo scandalo internazionale, molti sembrano già aver dato per scontata la vittoria di Abn Amro con la stessa facilità con la quale solo un giorno prima parlavano di vittoria scontata di Fiorani. Purtroppo il groviglio giuridico di norme, leggi, interpretazioni, procedure, competenze e quello politico è talmente complesso e imprevedibile che dovremo attendere ancora a lungo, a meno di colpi di scena clamorosi, per la fine di questa partita. La stessa sospensione delle due Opa di Lodi da parte di Bankitalia, ancorché non si tratti di un "atto dovuto", non rappresenta una inversione di tendenza. Sono pronto a scommettere, e vorrei essere il primo ad essere smentito, che il faccia a faccia tra i vertici della Popolare Italiana e Fazio, previsto per mercoledì 3 agosto, si trasformerà nella ennesima puntata della commedia tesa a ribadire la correttezza dei comportamenti di Fazio e Fiorani a dispetto del marcio che sta rivelando l'inchiesta della magistratura. Il braccio di ferro è appena agli inizi, e, conoscendo la caparbietà e l'ostinazione del governatore, la sua volontà di onnipotenza, gli interessi che rappresenta, la convinzione di avere un'investitura "dall'alto" e di godere dell'impunità almeno su questa terra, non sarà impresa facile piegarlo al rispetto delle leggi e della decenza.

Il controllo. Oggi Abn Amro ha ribadito con estrema chiarezza e correttezza la sua posizione: la Banca olandese non è interessata a rimanere azionista di minoranza e, pertanto, se non otterrà il controllo di Antonveneta, ne uscirà.
Alle domande dei giornalisti, Groenink ha risposto che Abn ora sta attendendo le decisioni che prenderanno le autorità italiane. Aspettare e vedere. Questa la strategia. Non credo molto alle diplomazie al lavoro, alle voci di accordi che in queste ore si starebbero discutendo tra i legali e gli advisor di ambo i contendenti. Che stiano studiando e preparandosi a tutte le variabili è evidente ma credo che per Fiorani questa sia ancora l'ultima delle opzioni. A noi viene comunque sì la "pelle d'oca" a sentir parlare di cessione di Interbanca e di un centinaio di sportelli nelle zone limitrofe alla sfera di influenza della Popolare: ovviamente non ci piacciono gli accordi sulla pelle dei lavoratori e "by-passando" il ruolo del sindacato aziendale il quale non mancherà di far sentire la sua voce se si dovesse verificare questa prospettiva.

La voce del sindacato. Come ha fatto sentire la sua voce, almeno attraverso Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca, nel corso dell'Assemblea che ha riportato il CdA sotto il controllo di Abn Amro. Le tre organizzazioni sindacali hanno detto quello che tutti i lavoratori e le persone di buon senso si aspettavano, ma che altri non hanno mai avuto il coraggio di dire anche se sono sempre pronti a salire sul carro dei vincitori. Hanno detto che tra chi ha reso pubblico un progetto in parte condivisibile e tra chi non ha presentato ancora nulla, tra chi già presente in Banca Antonveneta ha contribuito allo sviluppo della Banca e chi lascia circolare voci di altre Banche che vantano diritti di prelazione sullo shopping nella Rete, tra chi offre sicurezze e chi offre carta straccia, la scelta è obbligata.
La scelta non può essere dunque che Abn Amro a cui i Sindacati chiedono il rispetto degli impegni del piano industriale corrente, il confronto a tutto campo, e segnali che dimostrino la centralità del lavoro e il riconoscimento del ruolo svolto dai lavoratori nel risanamento e rilancio aziendale.

Il nuovo CdA. Il nuovo CdA, eletto in una regolare assemblea, e che ha nominato presidente l'autorevole Augusto Fantozzi, è nel pieno dei propri poteri, e quindi in grado di rispondere alle necessità dell’Azienda, riprendendo quanto prima il confronto sulle tematiche affrontate negli ultimi incontri aziendali. Certamente la situazione potrebbe ipoteticamente cambiare nel caso, speriamo ormai remoto, la via giudiziaria e le decisioni delle autorità portassero a una vittoria della Popolare e questa potesse convocare regolarmente una nuova assemblea e far eleggere un nuovo CdA. Ma questo non significa che l'attuale CdA non possa esercitare i suoi pieni poteri, altrimenti dovremmo concludere che tutti i Consigli d'Amministrazione essendo eleggibili e revocabili non abbiano mai e comunque una piena facoltà dei loro poteri!

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