Thursday, September 17, 2009

More stimulus

"C'è una tendenza a trattare le preoccupazioni per una double dip recession come stravaganti, come qualcosa di cui solo i pazzi, come coloro che predissero la crisi attuale, si preoccupano. Ma ci sono delle ragioni vere di preoccupazione. Una è che il sostegno dello stimolo fiscale inizierà a svanire in un paio di trimestri. Un'altra è che la maggior parte della spinta che stiamo ricevendo oggi è legata alla ricostituzione delle scorte. E questa è una cosa che avviene una sola volta". A pensarla così è Paul Krugman, anche se per la verità una folta schiera di economisti non allineati condivide le sue preoccupazioni.

Krugman mette in correlazione nel grafico sotto l'attuale Pil americano dal momento in cui è iniziata la recessione con l'ipotetico Pil che gli Stati Uniti avrebbero avuto se l'economia avesse continuato a crescere con lo stesso trend del periodo 1999-2007.


Dunque, osserva l'economista, siamo circa l'8 per cento sotto a dove dovremmo essere, che tradotto in produzione persa fa oltre un trilione di dollari per anno (come pure una disoccupazione di massa). E continueremo a soffrire queste perdite, anche se il Pil sta crescendo, finchè non avremo una crescita sufficiente a chiudere questo gap. Dato che non ci sono dati macroeconomici che suggeriscono sia in corso una chiusura del gap, questa è una tragedia che continua. E questo nel presupposto di non avere una ricaduta nella recessione, conosciuta anche come double-dip recession.

Le conclusioni di Krugman forse non saranno condivise dagli economisti che non vedono di buon occhio la scuola Keynesiana, ma, dal suo punto di vista, sono ovvie: abbiamo bisogno di più stimolo. Sì, dice Krugman, questo accrescerebbe il debito federale, ma non ne vale la pena per cercare di ridurre un gap produttivo che sta distruggendo il nostro potenziale ad un tasso pari a più di un trilione di dollari all'anno?

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