Monday, March 30, 2009

Dead cat bounce

Gli inguaribili ottimisti che vedono la ripresa dietro ogni sussulto della Borsa sono serviti. Ancora una volta il Dr. Doom, al secolo Nouriel Roubini, aveva visto giusto: era il rimbalzo di un gatto morto. Ma lasciamo la parola a David Rosenberg, chief economist di Merrill Lynch, che riprendiamo da Phastidio.net:

«L’indice S&P 500 è cresciuto del 7,1 per cento lunedì scorso. Non avevamo un giorno così dal…24 novembre. E prima di allora…dal 21 novembre! E prima di allora…dal 13 novembre! E prima di allora…chi può scordarsi del 28 ottobre (ricordate quel balzo del 10,8 per cento)? E prima di allora…il 13 ottobre! E prima di allora…il 30 settembre. Questa è la quindicesima volta negli ultimi sei decenni che abbiamo visto un rialzo di oltre il 5 per cento nello S&P500, e tutti si sono verificati in un bear market (2007-09; 2001-02) o subito dopo il crash azionario dell’ottobre 1987. In realtà, due terzi di quei rialzi superiori al 5 per cento si sono verificati in questo bear market!»

«E sono sempre, sempre accaduti in coincidenza di qualche importante annuncio o notizia. Ci sono state settanta sedute con rialzi superiori al 5 per cento e ventinove con rialzi superiori al 7 per cento negli Anni Venti. I migliori 45 giorni nella storia del mercato si sono verificati nel mercato orso di inizio Anni Trenta. Tornando indietro nel tempo di oltre 80 anni, è dolorosamente ovvio che spasmi di questa magnitudine si verificano nel contesto di mercati ribassisti.»

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