Wednesday, February 25, 2009

Il mio nome è Bond, Tremonti Bond

Come ci spiega Isabella Bufacchi sul Sole 24 Ore è improprio chiamarli bond o obbligazioni in quanto non sono titoli di debito ma strumenti ibridi più assimilabili alle azioni e in quanto tali sono titoli rischiosi nel caso la banca che li ha emessi dovesse andare in rosso. Nè è giusto chiamarli Tremonti Bond perchè non sono un'invenzione di Tremonti ma sono strumenti finanziari usati in altri paesi d'Europa, così come negli Stati Uniti o in Nuova Zelanda.

Comunque sia il ministro dell'Economia ha firmato oggi il decreto che dà il via libera alla sottoscrizione, da parte del Tesoro, di questi titoli emessi dalle banche italiane. Come contropartita, le banche pagheranno una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l'8,5% per i primi anni, per poi crescere gradualmente e si impegneranno a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie.

Il Tesoro richiede alle banche impegni specifici, articolati in 5 punti, che saranno oggetto di attento monitoraggio, promette il Ministero, sul modello applicato con successo in Francia:

a) il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia per le Pmi;
b) l'aumento delle risorse da mettere a disposizione per il credito alle piccole e medie imprese;
c) per i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno 12 mesi;
d) la promozione di accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione;
e) l'adozione di un codice etico.

Ora finalmente non c'è che da aspettare questo strumento alla prova dei fatti. Vedremo presto quali sono le banche così malridotte da ricorrervi accettando condizioni tanto stringenti ed onerose? E, nel caso, servirà realmente ad accrescere le opportunità di finanziamento all'economia?

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